"Caro Ministro Bonafede, diamo il massimo, ma aspettiamo ancora il rimborso del 2018"

07.11.2019

Di Redazione Glossa Moderna

Riceviamo e, con piacere, pubblichiamo l'appello dei tirocinanti ex art.73 d.l. n.69 del 2013. Ogni giorno, grazie al loro lavoro, la macchina della giustizia italiana riduce i tempi biblici e tappa buchi dovuti a carenze strutturali e di personale. Non ci pare giusto che queste persone in formazione debbano aspettare tanto per ricevere il piccolo rimborso dovuto loro per legge.


RIMBORSO ART. 73 ANNO 2018

PROPOSTA PER IL MINISTERO

Proposta:

Alla cortese attenzione dei sig.ri Direttori generali

E p.c alla cortese attenzione del Ministro, on. Alfonso Bonafede per il tramite della segreteria particolare,

Gentili,

Come ogni anno le tirocinanti e i tirocinanti presso gli Uffici giudiziari si vedono costretti ad agire e mobilitarsi per ottenere lo stanziamento e la liquidazione del rimborso inerente l'attività svolta non nell'anno corrente ma in quello scorso, ovvero il 2018. Ciascuno di noi ha sostenuto spese non indifferenti per adempiere puntualmente ai propri doveri, apportando un contributo non trascurabile all'attività e al rendimento degli Uffici cui è stato destinato, spesso ben oltre gli orari e i tempi indicati dai bandi pubblicati dagli Uffici stessi. Tali spese si riferiscono, come noto, alle trasferte, gli spostamenti pendolari, gli elevati canoni di locazione delle grandi città ed il mantenimento presso i centri ove l'attività è svolta. A ciò devono aggiungersi inevitabilmente le spese di studio per la preparazione agli esami di stato ed ai pubblici concorsi per i quali noi tutte e tutti abbiamo scelto di intraprendere il lungo periodo di lavoro e di formazione presso gli Uffici giudiziari.

Riteniamo inaccettabile, trascorsi ormai 118 giorni dalla pubblicazione dell'elenco dei destinatari del rimborso, dover agire per sollecitare quanto spetta noi legittimamente, quasi si trattasse di una speciale concessione. Riteniamo che, per quanto sul piano giuridico l'attività svolta non si qualifichi come rapporto di lavoro alle dipendenze di codesto Ministero, costituisca tuttavia principio ineludibile del nostro ordinamento che coloro che svolgano prestazioni presso a beneficio del buon andamento delle istituzioni, debbano essere dignitosamente e tempestivamente indennizzati. Ciò specialmente ove tali prestazioni siano poste dalla legge quali condizioni di accesso ai pubblici concorsi. 

Pertanto, siamo a chiedere di agire al più presto per l'erogazione del rimborso a noi dovuto per legge.

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